Fabula milesia - phosgraphis-art

CLAUDIO RE | Fotografo
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Fabula Milesia



C'era una volta l'Anima umana, di una bellezza tanto sfolgorante che la penuria del linguaggio umano non era in grado di esprimerla. Si innamorò dell'Amore e per esso affrontò vincente la morte, scoprendo che nulla di più elevato e divino vi è della condivisa consapevolezza dell'altro: Fabula milesia.

Amore e Psiche (Apuleio, II secolo d.C.) è LA storia d'amore, fonte d'ispirazione per artisti dei successivi secoli fino a noi, manifesto di un'evoluzione socio-culturale, portatrice di una verità custodita nelle più recondite sfaccettature filosofiche (realizzazione dell'immortalità dell'anima) e psicologiche (realizzazione dell'individuazione).

E' Fabula, capace di celare complesse verità della vita nell'accogliente atmosfera fantastica, affinchè l'inconscio possa riformularle e farle proprie (Il mondo incantato, Bruno Bettelheim).
E' Milesia, "[...] un genere [narrativo] aperto, particolarmente idoneo a designare un'opera [...] che sembra muoversi in maniera nuova e spesso sorprendente fra i distinti poli dell'evasione e dell'ammaestramento" (La favola di Amore e Psiche, Alessandro Fo).
E' inno alla femminilità nel suo complesso, la cui comprensione è necessaria per il risanamento del colletttivo (La psicologia del femminile, Erich Neumann).

E' un racconto epico, ove la purezza virginale della mente si libera con eroico coraggio dal gioco dell'esistenza matriarcale della divorante Grande Madre- Afrodite, in nome di un Amore divino ed eterno, capace di sconfiggere la morte.
E' proprio grazie, e a causa, di Eros che Psiche affronta eroicamente il proprio cammino; si fa carico di tutte le epiche sofferenze che portano all'individuazione, attraverso le quali si esperisce il Sè di fronte al partner il quale è altro dal Sè, non solo connesso al Sè. L'amore individuale così ottenuto prende prepotentemente le distanze dal principio collettivo della coscienza e dello sviluppo psichico (Amore e Psiche, Erich Neumann).

L'evoluzione del maschile d'altro canto rimane saldamente dipendente a quella del femminile, senza la quale rischierebbe di fissarsi in un'autoconservazione sterile. Dapprima uroboro patriarcale per Psiche, Eros viene successivamente da lei ferito, patendo così un lungo dolore, necessario tuttavia per la sua maturazione: accettazione dell'Anima (aspetto femminile del maschile) in rapporto all'Animus (aspetto maschile del femminile).

Per quanto ardua e faticosa possa essere, la sola via della salvezza porta alla totale accettazione degli opposti, Herios Gamos; "Psiche prende coscienza anche del suo aspetto materiale mentre Amore prende coscienza anche della sua identità spirituale. [...] Così come l'anima si fa mortale per fare esperienza della morte e rinasere attraverso l'amore, Dio si fa uomo per fare dell'uomo Dio" (Eros e Psiche, Ivan Bedini).
Ora che il rapporto è divinamente consapevole e maturo può nascere trionfante il frutto del loro amore, connubio di piacere sensuale e unione mistica: Voluptas.

E vissero tutti felici e contenti.

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